Energia sostenibile e Agenda 2030

Sull’energia sostenibile e l’Agenda 2030 si è tenuto un interessante confronto tra Ferdinando De Maria, tra gli organizzatori del Festival dello Sviluppo Sostenibile di Parma, nonché consigliere comunale, e Michele Alinovi, assessore alle politiche di pianificazione e sviluppo del territorio e delle opere pubbliche del Comune di Parma.

I 17 sdg’s sono un obiettivo troppo ambizioso? Non è semplice dare una risposta alla domanda con cui si è aperto l’incontro. I goals nascono dalla necessità di riuscire a modificare le politiche mondiali attuate finora. Infatti, non si parla solo di tematiche ambientali ma anche di temi che hanno risvolti sociali e, in maniera molto diretta, anche politici. L’Agenda 2030 vuole puntare i riflettori su problemi che per molto tempo sono stati ignorati e anche se l’asticella sembra troppo alta per riuscire a saltarla, bisogna comunque allenarsi per riuscire a compiere questo salto.

Cambiare mentalità. “Gli obiettivi vogliono soprattutto trasmettere dei valori” queste le parole di Michele Alinovi quasi a sottolineare il fatto che non si tratta di un obiettivo di facciata ma di qualcosa in cui realmente si crede. È necessario insegnare, capire e condividere. Si stanno già effettuando notevoli sforzi, la cultura di base è scarsa e spesso le persone non sono informate, non sanno bene di cosa di tratta. Tutto viene inteso come un costo aggiuntivo o come una costrizione forzata. Sensibilizzare è fondamentale e il Festival dello Sviluppo Sostenibile è un ottimo punto di partenza.

La situazione a Parma. Entro 2019 tutti i nuovi edifici pubblici dovranno rispondere alla legge sul risparmio energetico e di conseguenza dovranno essere edifici a energia zero, cioè con un fabbisogno energetico basso o quasi nullo. Rispetto alla scala nazionale Parma si inserisce in un contesto positivo: sono già numerosi gli edifici che seguono queste normative e stanno partendo progetti per crearne altri, ad esempio a breve la scuola primaria Newton vedrà partire il cantiere. Questi edifici non solo hanno un impatto ambientale molto basso ma possono aiutare nella realizzazione del cosiddetto “comfort ambientale”. Apportare questi cambiamenti però è dispendioso, Parma da qualche anno risulta tra la più prestigiose città in quanto ad investimenti effettuati dal Comune verso uno sviluppo sostenibile. Il problema principale, che evidenzia Alinovi, risiede nel fatto che il governo non sostiene gli enti locali, bisogna che qualche aiuto arrivi anche dall’alto.

Nuove generazioni. Educare a scelte consapevoli e comportamenti virtuosi è fondamentale. De Maria, insegnante alle superiori, spiega la difficoltà che si incontra a far passare alcuni messaggi a ragazzi di 17/18 anni. È necessario partire prima, L’educazione dell’adulto può avvenire solo attraverso i bambini” queste le sue parole. I più piccoli possono insegnare tanto, soprattutto alla generazione delgi anni Ottanta, che sembra essere un po’ più esterna all’attenzione verso questi valori. “Qualcosa sta cambiando, le nuove generazioni sono molto più attive e responsabili sotto questo aspetto” commenta Alinovi, anche se ovviamente non si può mettere tutto nelle mani dei giovani. Questi saranno un punto chiave nella realizzazione del cambiamento ma dovrà essere un movimento trasversale, nella consapevolezza che ormai non c’è più tempo per rimandare e ignorare alcuni problemi.

Ilaria Cantoni