Progetto Agrivillaggio

L’agricoltore Giovanni Leoni ha illustrato in che modo possiamo rendere la nostra Terra più sostenibile, sforzandoci a pensare il mondo non più sotto l’aspetto prettamente economico ma anche sotto l’aspetto della sostenibilità ambientale. Lo scopo del suo Progetto Agrivillaggio è proprio cercare di dare una maggiore attenzione all’ambiente in modo da migliorare la qualità della vita dell’intera collettività, rappresenta quindi un modo alternativo di vedere il mondo.

«Noi siamo un popolo di inquinatori – afferma Leonic’è stata una campagna di stampa negli ultimi mesi che ci ha parlato di mari inquinati, ma prima di inquinare i mari sono inquinati i fiumi e l’ultimo rapporto Ispra ci dice che il 75 % delle acque superficiali sono inquinate da sostanze che si usano nel mondo agricolo e il 35 % delle acque sotterranee sono inquinate da sostanze che si usano nel mondo agricolo, queste sostanze che sono utilizzate in maniera separata, si mescolano nel terreno».

Ciò significa che il problema ambientale è talmente grande che non ne abbiamo neanche la consapevolezza e, per questo, occorre una visione alternativa del mondo in modo da rivoluzionare il nostro stile di vita. «Nel mondo c’è stata la rivoluzione agricola, poi la rivoluzione industriale ma adesso occorre riprogettare un nuovo modo di vivere sulla Terra». Secondo Leoni l’essere umano si è ammassato nelle città per fare cose che oggi si possono fare in maniera telematica e, quindi, non c’è più questa necessità di vivere nelle città.

Il “Progetto Agrivillaggio”, ideato nel 2004, consiste nel creare un quartiere agricolo alla periferia delle città con un occhio di riguardo sull’ambiente; un quartiere dove si ha tutto a disposizione: casa, animali da cortile, animali da pascolo ed ettari di terreno caratterizzati da 70 – 100 prodotti del territorio. Secondo Leoni infatti è indispensabile la varietà degli ortaggi perché «la monocoltura è insostenibile dal punto di vista ambientale, va contro la biodiversità ed è una vera follia anche sotto altri aspetti: non è concepibile pagare il pomodoro al supermercato 2,90 €/kg quando il prezzo dal produttore è circa 0,12 euro, quindi sono tutti scontenti meno quelli della Gdo».

L’agricoltura della filiera guarda solo all’aspetto economico e di produzione, nel “Progetto Agrivillaggio” invece la biodiversità e il chilometro zero sono due caratteristiche essenziali che consentono una migliore qualità dal punto di vista ambientale, migliore qualità della salute visto che il prodotto è fresco, ma anche un miglioramento dell’aspetto economico perché si paga solo il costo produttivo che di solito non è superiore ai 0,31 €/kg .

A Vicofertile (Parma) c’è l’idea concreta di questo progetto che prevede la costruzione di 52 case, con circa 180 abitanti, con 25 ettari di terreno pro capite. Si ipotizza di sfamare circa 1.700 persone e, appena partirà il progetto, chi vorrà potrà vivere all’interno dell’agrivillaggio per un mese in un periodo di prova.

Per Giovanni Leoni è fondamentale un’agricoltura di vicinato per avere un minore impatto sull’ambiente e per migliorare la qualità della vita evitando il più possibile gli spostamenti obbligati.

Carmine Albanese