Regione Emilia-Romagna, imprese, terzo settore, associazioni e cittadini: innovatori responsabili in partnership per lo sviluppo dei territori

Sostenibilità fa rima con complessità e la complessità ci obbliga a cooperare” così il moderatore Loris Manicardi snocciola subito uno dei temi fondamentali affrontati durante l’evento: la necessità di creare partnership e collaborazioni efficaci.

Cooperare non è più un’opzione ma una necessità e ne sono convinti tutti i partecipanti a questa tavola rotonda tra cui troviamo: Kevin Bravi, presidenti Giovani Imprenditori Confindustria Emilia Romagna, Palma Costi, assessore regionale alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma, Gianpiero Lotito, presidente di Facility Live, Filomena Maggino, coordinatrice ASviS e docente di Statistica Sociale all’Università Sapienza, Marco Melegari, laboratorio Imprese Emilia Ovest, Ettore Rocchi, Vice Presidente Iren, Rita Zelaschi, responsabile comunicazione e relazioni esterne gruppo Cedacri.

I dati. Filomena Maggino spiega le difficoltà che si affrontano nel monitorare un fenomeno sociale ed economico. I 17 Goal devono essere considerati come una modalità per focalizzare l’attenzione su alcuni temi che sono stati ritenuti critici in tutto il mondo. Nello specifico poi, per quantificare lo stato dello sviluppo sostenibile in un’area limitata è necessario sviluppare indicatori che siano adatti al contesto in cui sono inseriti. Dando un rapido sguardo a qualche analisi statistica è emerso che in Emilia-Romagna, per quanto riguarda il Goal 10, c’è stato un graduale aumento della povertà conclamata, iniziato verso l’anno 2008 e con un picco nel 2013. Una volta toccato l’apice il livello di povertà decresce costantemente. “Non è un caso che il picco sia intorno agli anni 2012/2013, perché quelli sono gli anni del sisma che ha scosso l’Emilia, un evento che ha creato un impoverimento immediato nella regione” questo il commento di Palma Costi alla vista dei dati.

Partnership. Bisogna collaborare per creare il cambiamento. Si potranno avere dei risultati concreti solo se tutti saremo attori in vista di un fine collettivo, e il termine attore non è casuale perché prevede un impegno attivo sulla scena. Attivarsi, condividere e sperimentare. Ecco le tre parole chiave per tentare di far capire che sostenibilità non è sinonimo di un costo aggiuntivo. La sostenibilità è un valore, un valore che va insegnato, che richiede tempo e determinazione ma che sul lungo periodo restituisce grande soddisfazioni. Collaborare per aiutare i più giovani, per difendere la diversità, per garantire i diritti di tutti, per creare comunità, per aiutare il sociale per innovare (e innovarsi). I presenti a questa tavola rotonda hanno condiviso le proprie esperienze: dal finanziamento di start up innovative al recupero pasti in mensa, dai sistemi di smart working fino al sostegno di realtà che agiscono già in maniera sostenibile.

Prospettive future. “Non abbiamo un solo futuro ma tante possibilità” queste le parole conclusive della professoressa Maggino. Saper descrivere un territorio nel tempo non ha alcun senso se poi non riusciamo a proiettarlo nel futuro, che non è unico in quanto esistono diversi scenari sulla base delle nostre possibili scelte. Questa è la sfida principale: essere consapevoli che tutto ciò che facciamo oggi avrà una conseguenza diretta sul domani.

Ilaria Cantoni