Agenda 2030 e salute

Esistono sostanze, che l’uomo produce e ha inserito nell’ambiente, che sono ormoni artificiali in grado di intervenire con lo sviluppo dell’embrione umano e animale”, dice Stefano Parmigiani (in foto), docente presso il dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, per introdurre la conferenza “Agenda 2030 e salute”.

Ormoni e ghiandole sono estremamente importanti nel nostro organismo, consideriamo ad esempio che l’ipofisi controlla le attività di gonadi, tiroide e surrenali. Nello specifico diventano molto importanti durante lo sviluppo embrionale. I dati dimostrano la presenza nell’ambiente di fattori ormonalmente alteranti prodotti dall’uomo, e la cosa diventa pericolosa, non solo a livello fisiologico, ma comportamentale e metabolico. Basta una quantità piccolissima di sostanze alteranti per produrre un cambiamento. Per esempio è sufficiente che una madre mangi dei nanogrammi di queste sostanze, per alterare lo sviluppo embrionale del figlio. “Tutto ciò però non passa nell’opinione pubblica. Passa molto di più un livello di informazione ecologica per quanto riguarda i problemi attuali, che tralascia queste caratteristiche di alterazione a livello umano”, continua Parmigiani.

I geni decidono se diventerai maschio o femmina quando sei un embrione, ma l’ambiente ne regola lo sviluppo. Per questo motivo gli studi del fenomeno si basano sulla scienza definita epigenetica (branca della biologia molecolare che studia le mutazioni genetiche e la trasmissione di caratteri ereditari non attribuibili direttamente alla sequenza del DNA). Queste caratteristiche epigenetiche modificate dalle sostanze in questione, sono addirittura trasmesse di padre in figlio. Diventa così molto problematico dal punto di vista della salute.

Lo studio di queste sostanze, di uso frequente in agricoltura, ha rivelato le potenti capacità cancerogene e sono state allora regolate da questo punto di vista. Dove c’è inquinamento inizi a vedere anche a livello naturale distorsioni a livello riproduttivo e indagando risulta che queste sostanze modificate sono di interferenza endocrina. Ad esempio gli xenobiotici: sono composti con azione biologica ma non prodotti dall’organismo e ne troviamo esempi anche nel DDT. Ormai siamo pervasi sotto ogni punto di vista da queste sostanze.

Il calo degli spermatozoi è una chiara dimostrazione del fatto che queste disfunzioni ormonali hanno avuto un processo di sviluppo temporale, si vede dalle statistiche. Lo si è notato in primis nello studio dei coccodrilli: la temperatura di incubazione decide il genere del cucciolo e il cambiamento delle temperature ha fatto sì che, recentemente, i coccodrilli nascano tutti femmina in Florida.

Il diabete giovanile è un’altra delle malattie riscontrate in salita nel corso degli ultimi anni per cui la spiegazione “mangiamo di più” non è sufficiente – spiega il dottor Parmigiani -. Abbiamo sicuramente alterato lo sviluppo e messo in condizione l’organismo di avere un equilibrio diverso da quello delle generazioni precedenti”.

L’ovaio policistico è un altro esempio. Nella generazione precedente, tra le ragazze giovani, era una problematica quasi assente, mentre ora è salita esponenzialmente. Questo può essere legato anche alle alterazioni ormonali causate da queste sostanze che non sono tossiche nella loro accezione, ossia non fanno star male nell’immediato. Un certo livello ormonale assunto da adulto si accumula ma agisce relativamente, mentre se assumi queste sostanze in un periodo critico, quando sei vulnerabile, ossia embrione, o in gravidanza o nella fase di sviluppo, basta veramente poco per creare delle alterazioni. In un embrione è così facile per un ormone cambiare anche solo una cellula, un solo pezzettino di cervello, mettere a tacere geni a discapito di altri.

Conclude Parmigiani: “La crema solare me la metto o no? Se sono gravida interferisco con lo sviluppo del feto. Queste notizie non possono essere quasi divulgate perché metteremmo in crisi un sistema economico che si basa sul commercio di determinate sostanze. C’è necessità di una politica intelligente. Basti pensare che chi assume ormone della crescita e steroidi in quantità sbagliata per lo sviluppo del proprio corpo, si espone ad un rischio di vita che tocca il 30% dei soggetti”.

Giulia Moro