Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia

Mi rivolgo ai bambini perché più intelligenti”. Questa è la frase che meglio racchiude la mission di Lara Albanese, insegnante di fisica e scrittrice ma, soprattutto, una narratrice che racconta le scienze ai più piccoli. In uno degli eventi finali del Festival dello sviluppo sostenibile “Ci sono più cose in cielo e interra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”, Lara Albanese ha raccontato la sua “filosofia” nella libreria Feltrinelli volendolo fare esclusivamente nel settore dedicato ai bambini.

In foto: Lara Albanese e Alessio Malcevschi

Nelle sue narrazioni sceglie di rivolgersi ai bambini per mostrare loro come la scienza possa essere anche una cosa divertente; si rivolge a loro perché li ritiene più interessati e curiosi degli adulti. Basta pensare che questi ultimi, quando sentono parlare di costellazioni, si chiedono come queste possano influenzare le loro vite, quando in verità sono delle semplici illusioni. Questa è la prova della loro disattenzione.

Albanese, su input del coordinatore del Festival, Alessio Malcevschi, spiega che l’intelligenza dei bambini è una risorsa e che pertanto bisogna sfruttarla per introdurli ad argomenti complessi come quello della sostenibilità. Questo collima pienamente con uno dei tanti obbiettivi dell’Agenda 2030 che mira a rivolgersi principalmente alle generazioni future, parlando di come si può e si deve vivere per preservare il mondo oggi e negli anni a venire.

Gianni Rodari diceva:“Ai bambini piacciono le cose difficili”. Dello stesso avviso è Lara Albanese, in quanto i bambini, differentemente dagli adulti, adottano un ragionamento interdisciplinare ed una visione ben più ampia delle cose. Questa loro lungimiranza e apertura mentale è la predisposizione ideale per farli confrontare con argomenti molto complessi come quello della sostenibilità. Bisogna lasciarli liberi di muoversi nella complessità, supportarli e invitarli ad orientarsi nella conoscenza. Molto spesso gli adulti pensano che per parlare ai bambini bisogna esemplificare le cose, quando nella maggior parte dei casi non vi è alcun bisogno di farlo. Ciò dipende dal fatto che neppure gli adulti alle volte sanno spiegare le cose a loro stessi.

A proposito di ciò Malcevschi le chiede quale sia il migliore approccio per relazionarsi e comunicare con loro. Da vera divulgatrice Albanese risponde che “Non c’è un approccio che funzioni meglio degli altri, perché ognuno di noi fortunatamente ha un diverso modo di pensare e mettersi in relazione con le cose. Dunque possono essere adoperati diversi linguaggi oltre alla narrazione, l’importante è che la chiave di lettura utilizzata trasmetta la passione di chi racconta per ciò che racconta”. Anche dal punto di vista prettamente scolastico, secondo Albanese dovrebbero essere revisionati i metodi e gli approcci alle discipline, che in molti casi vengono delineate e confinate nelle nozioni e nelle formule. La didattica dovrebbe sfruttare il loro innato approccio interdisciplinare per connettere e mettere in relazione le differenti discipline, che sempre più spesso vengono presentate come entità finite. Ai bambini non si deve imporre la didattica come una cosa da fare meccanicamente, bensì come una cosa da utilizzare, da comprendere. Per lei la scienza intesa come disciplina è quella che riesce a veicolare i bambini verso una moltitudine di nuove esperienze ogni qual volta gli venga insegnato qualcosa di nuovo.

Nelle ultime battute dell’incontro, Lara Albanese annuncia di avere in cantiere altre tre iniziative: “Sto lavorando a tre libri che partono da altrettante nuove idee. Tra questi uno tratterà di stelle e un altro di formule in modo tale da poterne trasmettere il significato e la loro vera utilità ai bambini”. Di sicuro i bambini potranno apprezzare ciò che gli adulti non riescono a capire.

Salvatore Cappabianca