Il MAB Unesco per il “Po Grande”

Seduti intorno al tavolo nell’affascinante Biblioteca dell’Abbazia di San Giovanni hanno dialogato riguardo il “Progetto Mab Unesco per lo sviluppo sostenibile del territorio “Po Grande” i seguenti relatori: Alessio Picarelli, dirigente dell’Autorità di Bacino del fiume Po; Meuccio Berselli, segretario generale Autorità di Bacino del fiume Po; Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna con la moderazione di Pierluigi Viaroli, del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e Sostenibilità Ambientale e di Francesco Puma, ex segretario generale Autorità di Bacino.

In foto: da sinistra Meuccio Berselli, Pierluigi Viaroli, Lorenzo Frattini, Francesco Puma, Alessio Picarelli.

Apre il discorso Viaroli chiarendo che: “La riserva è una grande opportunità di sviluppo, che comprende grandi porzioni di territorio dell’Emilia-Romagna e Lombardia, non bisogna dimenticare che questi sono luoghi di cultura. Pensate a Cremona, Parma, Bergamo, per citarne alcuni, sono luoghi che narrano parte della storia del nostro Paese”.

All’interno di questa proposta si mescolano insieme fattori di natura ecologica e aspetti di tradizione e di cultura locale come rimarcato da Puma: “Il progetto ha come obiettivi non più solo quelli della conservazione della biosfera ma della preservazione delle popolazioni che vivono in queste porzioni di terra dove sono riusciti a mettere in atto progetti di sostenibilità – e conclude, riferendosi alle parole di Viaroli – c’era un vuoto nella zona centrale del Po e così, in accordo con l’ufficio regionale dell’UNESCO, si è pensato di proporre la candidatura per la tutela di questo territorio chiamato Po Grande”.

Le parole chiave del progetto che vengono ripetute a più riprese dai relatori sono: tutelare, motivare, supportare. Come ha ricordato Picarelli la scommessa della riserva riguarda proprio le popolazioni che abitano queste zone e la loro capacità di convivere con l’ambiente senza comprometterlo, mantenendo vive le produzioni che l’hanno reso un territorio economicamente molto importante, oltre che a livello culturale: “La volontà è di preservare il fiume mantenendo il giusto rapporto con le popolazioni che nel tempo si sono insediate nel territorio”.

A seguire interviene Frattini riportando dati del 2016 dell’Arpae: “Ci sono obiettivi globali di sostenibilità che ci fanno porre una maggior attenzione in questo percorso del MAB: secondo i dati rilevati dall’Arpae nel 2016 ,nel 90% dei punti di campionamento in Emilia-Romagna nelle acque si trova almeno una volta un pesticida, ma si riscontrarono anche situazioni in cui si sono trovati 20 o 30 pesticidi differenti. Uno dei punti più inquinati nel 2016 era il territorio parmense. Questo dell’inquinamento è un tema molto caro agli operatori al lavoro di questo progetto”.

In conclusione sempre Frattini ricorda che: “Il percorso del Mab è positivo e non vuole essere un progetto che andiamo ad imporre in quelle zone ma c’è una forte consapevolezza anche dei cittadini di questi territori che deve partire da lì un percorso di sviluppo sostenibile”.

Giulia Berni