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Il ruolo dell’acqua

30 maggioLa prima regola della sostenibilità dell’acqua è non sprecarla.
Un progetto nella bassa parmense

La sostenibilità delle risorse idriche è stata al centro dell’intervento di Antonio Bodini, ricercatore del Dipartimento di Scienze chimiche, della vita e sostenibilità ambientale presso l’Università di Parma, al Festival dello Sviluppo Sostenibile.
«Mi occupo di acqua per la gestione della sostenibilità degli ecosistemi, compresi gli ecosistemi urbani – afferma Bodini – devo dire che c’è un’attenzione sempre più alta nei confronti della risorsa idrica in visione della sostenibilità per il risparmio della conservazione della stessa, unitamente ai problemi della qualità. Questi temi sono sempre più pressanti e hanno fatto sì che l’acqua diventasse una priorità per l’Unione Europea e per gli organismi internazionali».

Non si sofferma più di tanto a parlare del ruolo dell’acqua nell’Agenda 2030 ma illustra un  progetto, sviluppato in collaborazione tra l’Università di Parma e  la società Emiliambiente che è il polo di gestione del servizio idrico della Bassa Parmense, per dimostrare come si possa sviluppare maggior sostenibilità in una società cercando di ridurre, anche se non si può dire minimizzare, lo spreco di acqua: «La mia ricerca cerca di applicare metodologie usate per studiare gli ecosistemi alla città, intesa come ambiente in cui ci sono scambi idrici, e attraverso cui riusciamo ad ottenere alcune indicazioni sulla propensione alla sostenibilità mostrata dagli ecosistemi urbani. Individuando, infine, qualche criterio per migliorare la propensione alla sostenibilità».
Bodini spiega anche come può essere applicata la sostenibilità nelle risorse idriche: «Innanzitutto la risorsa va risparmiata e conservata, consumata con parsimonia e limitandone gli sprechi, il resto poi viene di conseguenza. Se miriamo alla conservazione della risorsa ci preoccupiamo anche di come la usiamo e di come ce ne disfiamo una volta utilizzata».

«La gestione del servizio idrico penso che debba ritornare alla gestione pubblica anche se vi è una spinta molto forte verso la privatizzazione anche a livelli europei ed è una cosa che non condivido» afferma il ricercatore.
«Gestire pubblicamente l’utilizzo dell’acqua non vuol comunque dire orientarla alla sostenibilità perché se il suo utilizzo non è gestito con rigore il gioco non vale la candela – e riprende – l’acqua  dovrebbe essere pagata da ciascuno per il suo corrispettivo, bisognerebbe avere un livello minimo garantito per tutti, quindi chi consuma di più paga di più, dovrebbero essere efficientati i sistemi di distribuzione, aumentata l’efficienza della depurazione, limitati i consumi con una gestione compartecipata».

“La Sostenibilità non è un problema da risolvere, è il futuro che possiamo creare.” (Peter Senge)