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Inquinamento luminoso

23 maggioL’inquinamento luminoso notturno danneggia la vita degli animali e incide sulla salute dell’uomo

Doppio incontro sull’inquinamento luminoso, al Festival dello Sviluppo Sostenibile. Dapprima dibattito su “Illuminazione urbana: sicurezza, risparmio energetico e inquinamento luminoso” con ospiti Fabio Falchi, presidente di Cielo Buio, Riccardo Furgoni, ricercatore ISTIL e collaboratore al programma NEO-SSA dell’Agenzia Spaziale Europea, Michele Alinovi assessore all’Urbanistica del comune di Parma, Maurizio Benvenuti, guardia ecologica. Incontro moderato da Marco Stefanini. A seguire è stato presentato l’Atlante mondiale dell’inquinamento luminoso a cura di Fabio Falchi e Riccardo Furgoni.
Per inquinamento luminoso si intende l’aumento del livello di illuminazione artificiale rispetto a quello  naturale durante le ore notturne . “Ci sono molte sorgenti naturali di notte – ha spiegato Falchi – come la luna, le stelle, la via Lattea, la luce zodiacale ma se noi le andiamo a contaminare con impianti di illuminazione artificiale insorgono varie problematiche che interessano non solo l’uomo ma anche le specie animali e l’ambiente: per esempio assistiamo al disorientamento di alcune specie durante le migrazioni, come avviene nel caso delle tartarughe marine, o l’attrazione o repulsione che la luce ha su alcuni animali, come le falene che girano intorno alle luci e così diventeranno più facilmente preda per altri animali”.  Per quanto riguarda le conseguenze causate dall’inquinamento luminoso sulla salute dell’uomo, Falchi prosegue dicendo che: “Riguardano in particolare l’abbassamento della produzione di melatonina e questo porta all’insorgere di malattie come tumori o obesità”.

Dall’altro lato c’è anche una perdita culturale poiché toglie la possibilità di vedere il cielo stellato che, come aggiunge Furgoni: “Non è un fatto da sottovalutare perché la nostra società come quella orientale che hanno sempre fatto riferimento al cielo, come anche le nostre arti e la letteratura”.
Ognuno come singolo cittadino, a parte il ruolo delle Istituzioni, potrebbe cercare di diminuire questo grave effetto perché come spiega Falchi: “Coloro che hanno un giardino privato potrebbero fare la differenza comprando lampade che non emettano la luce verso l’alto ma che illuminino solamente dove serve, a terra”.

Concetto chiave quindi per cercare di ridurre questo inquinamento è tentare di limitare l’illuminazione verso l’alto o a 360° ma illuminare solamente dove si necessita e con l’intensità adeguata alle esigenze.
È importante non sottovalutare gli effetti delle più comuni e sempre più in uso tecnologie di illuminazione Led – riporta Falchi – infatti questo tipo di lampadina a luce fredda (bianca) o dalla generica colorazione tendente al blu ha significativi effetti sulla riduzione di melatonina nel corpo umano. Sono da preferire per un’illuminazione notturna degli interni, ma anche esterni, lampade a luce calda quindi sotto i 3000 K”.

In Emilia–Romagna sono in vigore dal 2003 leggi che riguardano l’installazione di apparecchi di illuminazione ma all’oggi come riporta Alinovi: “Nel nostro Comune la conformità nelle norme di inquinamento luminoso è ferma al 32%”. L’assessore ha illustrato un programma  di riqualificazione pubblica che “il Comune ha già avviato da un anno” e tra gli obbiettivi prefissati vi è “la riduzione dei consumi di energia della rete di illuminazione pubblica mediante la riqualificazione energetica degli impianti e la riduzione di emissione di CO2”.

“La Sostenibilità non è un problema da risolvere, è il futuro che possiamo creare.” (Peter Senge)