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La bottiglia biodegradabile

5 giugnoLa bottiglia biodegradabile e compostabile, in amido di mais

Una bottiglia protagonista al Festival dello Sviluppo sostenibile. «È la prima al mondo, in formato 1,5 litri, sia biodegradabile sia compostabile, motivazione per cui sia la bottiglia che l’etichetta possono essere riposte nei siti di compostaggio della raccolta differenziata dell’organico» dice Gianluca Buzzegoli, direttore marketing dell’azienda Sant’Anna, produttore di acqua minerale e bevande.
Sulla bottiglia infatti si nota la certificazione CIC (Consorzio Italiano Compostatori) che identifica tutti i prodotti biodegradabili e compostabili. Solamente il tappo e l’involucro esterno delle confezioni sono in plastica, per motivi di sicurezza e mantenimento delle proprietà chimiche e organolettiche dell’acqua: «Noi come azienda paghiamo soltanto la tassa su questi due elementi» chiarisce Buzzegoli.

«Ci sono voluti quasi dodici anni prima di poter ricevere le autorizzazioni per poter portare sul mercato la bottiglia biodegradabile – asserisce il moderatore dell’incontro, Antonio Rancati, coordinatore nazionale della didattica del Circolo Europeo Terza Rivoluzione Industriale del Prof. Jeremy Rifkin – entrata in commercio a novembre 2012».
Il dato sconcertante, che viene ripetuto più volte durante la conferenza, è che in Italia i prodotti realizzati in bioplastiche si fermano solamente allo 0,5% mentre Buzzegoli chiarisce che non bisognerebbe apportare enormi cambiamenti agli impianti di produzione delle bottiglie perché «in azienda utilizziamo gli stessi macchinari che utilizzavamo prima, sono staei apportate solo piccole modifiche agli impianti, per il diverso materiale, ma nulla che non si potrebbero permettere le altre aziende».

Per produrre la bioplastica viene utilizzato l’amido di mais motivazione per cui, come riporta Buzzegoli, l’azienda è stata accusata più volte di sottrarre il mais all’alimentazione umana. Imputazione rigettata: «Anche su una produzione di larga scala si arriverebbe ad utilizzare lo 0,04% della sua produzione mondiale».
«Se si prova a mettere una bottiglia di acqua biodegradabile e compostabile in un terreno – riporta un esempio Rancati – dopo circa 80 giorni vedremo che la bottiglia inizierà a scomporsi perché anche gli insetti si nutriranno degli zuccheri contenuti nell’amido di mais».
La produzione di bottiglie di acqua minerale in plastica in Italia tocca i 6 miliardi «al Governo chiediamo almeno di arrivare al 5% della produzione di prodotti in bioplastiche che si possono continuare a riciclare e a riutilizzare in eterno» dice Buzzegoli secondo cui  il problema di portare su larga scala questa tipologia di prodotti «per quanto le nostre bottiglie costino pochi centesimi in più rispetto alle altre, è dovuto al fatto che la maggior parte dei consumatori guardano sempre al proprio portafoglio senza pensare a quello che sarebbe meglio per l’ambiente, per se stessi e la comunità».
L’azienda è molto attenta anche al trasporto delle bottiglie motivazione per cui il 60% dei trasporti avviene su rotaia per ridurre l’impatto ambientale e rientrando perfettamente in un ottica green.
«Con queste bottiglie si produce meno plastica e quindi si utilizzano meno combustibili fossili e si immette meno CO2 nell’aria. Bisogna farlo soprattutto per la collettività» conclude Rancati.

“La Sostenibilità non è un problema da risolvere, è il futuro che possiamo creare.” (Peter Senge)