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Rifiuti, scarti e riciclo

29 maggioI rifiuti, tra scarti e riciclo.
Occorre cambiare la comunicazione verso i cittadini

Il quattordicesimo evento del Festival Sviluppo sostenibile ha visto intervenire Roberto Cavallo con il suo libro “Meno 100 chili”, Edizione Ambiente. Alla conferenza erano presenti anche il docente universitario Alessio Malcevschi, che ha moderato l’incontro, e Gabriele Folli, Assessore comunale all’ambiente .
Alla domanda di Malcevschi: «Oggi si parla di rifiuto con un accezione negativa, perché?»  Cavallo risponde che «il termine rifiuto andrebbe contemperato con un altro indicatore ovvero il tempo. Se si introduce questa variante non si ha una concezione negativa del rifiuto perché una qualsiasi sostanza può diventare rifiuto ma lo è per un periodo di tempo, perché una volta che quell’oggetto ha finito di essere utile diventa un input per un altro processo».

L’autore spiega, come già era stato chiarito nella prima conferenza che ha inaugurato il festival, in cui era ospite Bompan, che se si entra in quest’ottica allora «non sarà più scandaloso vedere una bottiglietta di plastica e chiamarla rifiuto perché una volta finito il suo ruolo quel materiale poco dopo diventerà materia prima o seconda per un’altra industria».
Cavallo prosegue insistendo sull’accezione del termine rifiuto riportando un esempio: «I cicli naturali sono pieni di scarti. Per esempio se i lieviti non producessero come scarto l’alcool non berremmo la birra, ma non ci scandalizza berla pur sapendo che ciò che stiamo bevendo contiene cellule morte del lievito o alcool prodotto come scarto dalla fermentazione; anzi, ci  fa piacere bere quello scarto!».
Interviene Folli parlando dell’amministrazione della città di Parma sul tema rifiuti asserendo che «sono i cittadini i principali attori sociali di questo cambiamento. Il  processo per la raccolta differenziata dei rifiuti oggi è molto più performante di quando è iniziata 5 anni fa, anche se questo ha portato dei cambiamenti nella vita quotidiana dei cittadini. Tuttavia crediamo sia stato un processo necessario per porre la città di Parma all’avanguardia».

Cavallo riporta l’attenzione su un elemento molto vicino a tutti noi facendo un facile esempio: «Pensate a quanto è cambiata la pattumiera negli ultimi vent’anni: prima non c’erano i cellulari e oggi ce ne sono 30 milioni (solamente) in Italia. L’85% dei materiali con cui sono costruiti non è riciclabile e solo il 15% è possibile avviarlo ad un corretto riciclo: questo significa perdere materiali preziosi di cui l’Europa non detiene un grammo».

L’aspetto economico, ovvero le bollette per quanto riguarda i cittadini, non è marginale e Cavallo è convinto che se ci fossero una buona comunicazione e informazione si potrebbero far emergere delle motivazioni che risulterebbero più convincenti di quelle economiche: «È importante far la raccolta differenziata non solo affinché la bolletta diminuisca ma perché si è informati al meglio su cosa vuol dire sostenibilità. Se noi immettiamo dei valori etici, di partecipazione, conoscenza del  cambiamento climatico si potrebbe costruire un cammino di condivisione in cui ognuno tira fuori un pezzo di sè, in modo tale da poter costruire un mosaico motivazionale che renda più sostenibile il comportamento una volta che lo si è cambiato».
L’ospite conclude asserendo che: «Siamo solo noi italiani che parliamo di differenziata il resto d’Europa parla di riciclo». Non tutto è perduto, la sua visione è molto ottimista: «Molta energia è stata investita in questo campo, la scelta del futuro è capire come usare la tecnologia per fare meno rifiuti e questo creerebbe ulteriori di posti di lavoro – e conclude – è necessario produrre meglio perché anche se all’oggi siamo inefficienti possiamo migliorare i processi produttivi per costruire qualcosa di migliore».

“La Sostenibilità non è un problema da risolvere, è il futuro che possiamo creare.” (Peter Senge)